07.42016

La Disgrafia: quando è necessario allarmarsi?

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La disgrafia è una caratteristiche che fa parte della “famiglia” dei Disturbi Specifici di Apprendimento (D.S.A.). IL termine disgrafia deriva dalle parole greche <<dis>> che vuol dire compromesso, danneggiato e grafia che letteralmente significa <<realizzare la forma delle lettere a mano>>.

Con il termine disgrafia definiamo una carenza di competenze nella realizzazione del tratto grafico della scrittura, quindi senza considerare gli altri aspetti dell’apprendimento della lettura, come le competenze ortografiche o di composizione del testo.

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Da un punto di vista strettamente neuropsicologico,  la scrittura viene definita come una abilità cognitiva complessa, cioè che si genera della messa in atto di più sotto-abilità. L’automatizzazione di tali operazioni avviene in un arco di tempo relativamente diverso in ogni soggetto ed è influenzato da numerosi fattori e basato su diverse sotto-competenze: sintattiche, morfologiche, lessicali, fonetico-fonologiche, linguistiche visuo spaziali, fino-motorie. La scrittura risulta strutturata dal III, IV anno di scuola primaria; infatti solo successivamente può essere attivato uno specifico percorso diagnostico.

Come detto, molte sono le competenze che influenzano il prodesso grafico di scrittura, qui sotto individuiamo tre grandi “famiglie”.

  • Prerequisiti dell’apprendimento: sono definite tutte le competenze cognitive fondamentali per raggiungere un’ottimale acquisizione del processo di scrittura. Si tratta di competenze-visuo-percettive, visuo-spaziali, competenza di pianificazione motoria, abilità fino-motorie, integrazione della informazione propriocettiva, cinestetica e vestibolare, integrazioni delle informazioni senso motorie.
  • Processi centrali e processi periferici: sono tutti quei processi cognitivi utilizzati durante il la scrittura possono essere suddivisi in questi due indirizzi.
  • Le modificazioni della prestazione di scrittura, causati dallo sviluppo del bambino e dall’esperianza aquisità.

Le seguenti macro-competenze interagiscono a livelli differenti, fornendo informazioni fondamentali per una buona performance finale di scrittura .

Entrando più nello specifico è importante analizzare i prerequisiti dell’apprendimento delle competenze grafomotorie.

Tra le sotto-competenze più importanti troviamo le competenze visuo-percettive definite come la capacità di analizzare la scrittura di una figura distinguere gli elementi simile e inibire stimoli superflui. Un deficit in tale Abilità può portare il bambino a confondere lettere simili, o ad omettere caratteri distintivi essenziali della lettera, compromettendo la leggibilità del prodotto finale.

Altre competenze importanti sono abilità viso-spaziali necessrie per poter gestire le informazioni di tipo viso-spaziale del compito di scrittura come: comprendere il rapporto tra le diverse parti dello stesso o di una diversa lettera, tenendo conto le dimensioni, della loro collocazione negli spazi e del rapporto tra la posizione dell’osservatore e lo stimolo dell’osservato.

Il controllo di queste caratteristiche contribuisce a mantenere le proporzioni tra parti della stessa lettera e nelle dimensioni relative di lettere diverse, , il contatto delle lettere con le righe di scrittura, mantenere le parole entro i margini del foglio, permettendo di utilizzare una distanza ottimale dal foglio durante la scrittura.

Un deficit al livello di queste competenze può portare a una cattiva organizzazione del testo scritto, che presenterà lettere non collocate all’interno degli spazi predisposti (lettere posizionate superiormente o inferiormente al rigo) e  caratteri con grandezze inadeguate.

La competenza grafo-motoria può essere definita come la competenza che ci permette di trasferire le lettere sulla carta grazie all’apprendimento dei movimenti necessari per tracciarle. Durante lo sviluppo, il bambino deve acquisire gli schemi motori che gli permetteranno di tracciare movimenti sempre più rapidi e precisi.

La competenza di pianificazione motoria, svolge la funzione di far eseguire al bambino movimenti o sequenze di movimenti in modo fluido, regolando delle caratteristiche fondamentali: forza, durata, sequenza, direzione e dimensione. La scrittura di un bambino con difficoltà in questa competenza è caratterizzata da scrittura tremolante, incerta e insicura.

Le ultime competenze che andrò a analizzare sono le abilità fino-motorie competenze fondamentali, per la impugnatura e manipolazione della penna. Una difficoltà a livello di tali competenze porta a una difficoltà di gestione della penna, che è causa di scrittura lenta e poco leggibile.

Queste poche righe ci fanno riflettere su quanto, abilità apparentemente semplici come la scrittura, in realtà se analizzate affondo si presentano molto complesse; in altre parole è fondamentale approcciarsi all’analisi di competenze complesse come gli apprendimenti, con una ottica pluridisciplinare e plurifattoriale.

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